Debiti INPS e Iscrizione Ipotecaria: Quando scatta la prescrizione quinquennale?
Ricevere una comunicazione preventiva di iscrizione ipotecaria può generare forte apprensione, specialmente quando si riferisce a crediti molto datati. Tuttavia, la giurisprudenza recente conferma che il diritto alla riscossione non è infinito: il decorso del tempo può giocare a favore del contribuente.
Una recente sentenza del Tribunale di Catania (Sezione Lavoro) del 30 marzo 2026 ha ribadito punti fondamentali in materia di riscossione di contributi previdenziali e prescrizione.
ll caso: l’opposizione all’ipoteca
Il contenzioso nasce dall’impugnazione di un preavviso di ipoteca basato su diversi avvisi di addebito emessi dall’INPS per contributi IVS e DM10. Il contribuente ha contestato l’illegittimità dell’atto per due motivi principali:
- La mancata notifica degli atti presupposti.
- L’intervenuta prescrizione del credito
Opposizione all’esecuzione vs Opposizione agli atti esecutivi
La sentenza chiarisce una distinzione tecnica essenziale per chiunque debba difendersi da una pretesa esattoriale:
- Opposizione all’iscrizione a ruolo: si contesta il merito della pretesa (es. il calcolo dei contributi) e va fatta entro termini perentori (solitamente 40 giorni).
- Opposizione all’esecuzione (ex art. 615 c.p.c.): si contesta il diritto di procedere alla riscossione per fatti successivi alla formazione del titolo, come la prescrizione. Questa azione non è soggetta ai rigidi termini di decadenza dei 40 giorni e può essere proposta finché l’esecuzione non è conclusa.
- Opposizione agli atti esecutivi: riguarda i vizi di forma (es. difetti di notifica) e segue termini molto brevi.
Il principio della prescrizione quinquennale
Nel caso trattato, il Giudice ha verificato che per diversi avvisi di addebito (notificati tra il 2016 e il 2018) era ormai maturato il termine di prescrizione di 5 anni.
Nonostante l’applicazione della sospensione dei termini dovuta all’emergenza COVID-19 (pari a 311 giorni), il Tribunale ha accertato che, in assenza di atti interruttivi validi notificati nel frattempo dall’Ente, il credito deve considerarsi estinto.
Conclusioni: l’importanza di una verifica tempestiva
La sentenza del Tribunale di Catania conferma che la verifica della “cronologia” delle notifiche è fondamentale. Se tra la notifica dell’avviso di addebito e l’atto successivo (come il preavviso di ipoteca) trascorrono più di 5 anni senza solleciti intermedi, il debito può essere annullato giudizialmente.
Se hai ricevuto un’intimazione di pagamento o un preavviso di ipoteca, è essenziale analizzare ogni singola cartella per individuare eventuali profili di prescrizione e tutelare il proprio patrimonio.
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