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Il Tribunale del Lavoro di Catania, in persona del Giudice Onorario dott.ssa Carmela Letizia Formaggio, con la sentenza resa all’udienza del 5 dicembre 2024, ha applicato il principio della soccombenza virtuale per decidere su chi debbano gravare le spese del processo.
In questa guida vediamo il caso e il criterio della soccombenza virtuale.
Il caso
Il Giudice ha operato una valutazione prognostica di come si sarebbe chiuso il processo se non si fosse verificata la causa di cessata materia del contendere (la c.d. “soccombenza virtuale”), al fine di decidere sulle spese.
Ha proceduto all’esame dell’opposizione e alla cognizione della controversia come sarebbe stata in assenza dell’evento determinante la parziale cessazione della materia del contendere (cfr. Cass. n. 2957/1999), ritenendo che il ricorso sarebbe stato accolto per la fondatezza delle censure mosse.
La condotta processuale dell’ente
Rileva la circostanza, evidenziata dalla parte ricorrente, che l’Agenzia delle Entrate-Riscossione si fosse regolarmente costituita nel giudizio definito con la sentenza indicata e che, dunque, fosse a conoscenza dell’annullamento degli avvisi di addebito disposto in quella sede.
La conoscenza dell’annullamento e l’insistenza nella pretesa fondano la condanna alle spese. Approfondisci nella guida alla soccombenza virtuale.
Cosa significa per il contribuente
Anche quando la controversia si chiude per cessata materia del contendere, il Giudice può riconoscere la soccombenza virtuale dell’ente e condannarlo alle spese. È una tutela importante contro pretese già riconosciute come illegittime.
Vedi la guida all’annullamento dell’intimazione di pagamento.
Domande frequenti







Cosa è la soccombenza virtuale?
È la valutazione prognostica di come si sarebbe chiuso il processo senza la cessata materia del contendere, usata per decidere sulle spese.
Si ottiene la condanna alle spese anche se il giudizio si chiude senza sentenza di merito?
Sì, se il ricorso sarebbe stato accolto per la fondatezza delle censure, come nel caso deciso dal Tribunale di Catania.
Perché l’ente è condannato?
Perché, conoscendo l’annullamento degli atti, ha comunque insistito nella pretesa.