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La Rottamazione quinquies è la nuova definizione agevolata introdotta dalla Legge di Bilancio 2026 (legge 30 dicembre 2025, n. 199, art. 1, commi 82-101). Consente di chiudere le cartelle esattoriali pagando solo il capitale, senza sanzioni né interessi di mora. La domanda nazionale si è chiusa il 30 aprile 2026: ora l’attenzione si sposta sui tributi locali, con una finestra di adesione che si apre il 16 ottobre 2026.
In questa guida trovi le date aggiornate, le regole e — soprattutto — come capire se conviene aderire o contestare il debito. Perché non sempre la rottamazione è la scelta giusta: se la cartella è prescritta o viziata, il ricorso può azzerarla del tutto.
Cos’è la Rottamazione quinquies (2026)
La Rottamazione quinquies è una definizione agevolata: chi ha carichi affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione (AdER) può sanare la propria posizione a condizioni vantaggiose. Rispetto alle edizioni precedenti (rottamazione-ter e -quater), questa è disciplinata dalla legge di Bilancio 2026 ed è aperta a tutti i contribuenti, anche senza partita IVA.
Non è una semplice rateizzazione: è una riduzione del debito. Con la rateizzazione ordinaria si paga tutto, solo diluito nel tempo. Con la rottamazione quinquies, invece, una parte del debito (sanzioni e interessi) viene cancellata.
Cosa si paga e cosa si risparmia
Con la Rottamazione quinquies si versano:
- la quota capitale del debito;
- gli interessi maturati (con esclusione degli interessi di mora);
- l’aggio di riscossione e le spese di notifica e per le procedure esecutive.
Si cancellano, invece, le sanzioni e gli interessi di mora: è da qui che nasce il risparmio, che può arrivare a una quota molto rilevante del debito iscritto a ruolo. Per le sanzioni del Codice della Strada la misura è più limitata e riguarda solo interessi e aggio.
Quali cartelle rientrano
La definizione riguarda i carichi affidati ad AdER nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023. Possono rientrare anche i carichi già oggetto delle prime tre rottamazioni o del saldo e stralcio per i quali si era decaduti, e i carichi della Rottamazione-quater per i quali, al 30 settembre 2025, non tutte le rate scadute erano state versate.
Sono invece esclusi i carichi derivanti da pronunce di condanna della Corte dei conti. In ogni caso, prima di aderire conviene far verificare quali e quanti carichi sono definibili: è la base per calcolare il risparmio reale.
Le scadenze della Rottamazione quinquies 2026
Le date principali della misura nazionale:
- 30 aprile 2026 — termine per presentare la domanda di adesione (chiuso);
- 30 giugno 2026 — AdER comunica le somme dovute, le rate e le scadenze;
- 31 luglio 2026 — pagamento in unica soluzione oppure della prima rata;
- successivamente — le rate successive, secondo il piano scelto.
Il debito può essere pagato in unica soluzione oppure con un piano fino a 54 rate bimestrali (9 anni). Ogni rata non può essere inferiore a 100 euro. Sui piani rateali si applicano interessi del 3% annuo dal 1° agosto 2026.
Attenzione alla decadenza. La rottamazione richiede puntualità: il mancato o tardivo pagamento di alcune rate può far perdere il beneficio, con il debito che torna a essere dovuto per intero e la ripresa delle azioni di riscossione. Per questo è essenziale programmare le scadenze.
Tributi locali: finestra dal 16 ottobre al 15 dicembre 2026
La novità più recente riguarda l’estensione ai tributi locali, con il DL 38/2026 convertito nella legge n. 88/2026. La misura è stata estesa ai carichi affidati ad AdER da Regioni ed enti locali (Comuni, Province), sempre per il periodo 2000-2023.
Attenzione: non è automatica. Il Comune o l’ente deve aver deliberato l’adesione entro il 31 luglio 2026. Per i carichi degli enti che hanno aderito, il calendario è il seguente:
- 15 ottobre 2026 — AdER rende disponibili nell’area riservata i dati per individuare i carichi definibili;
- 16 ottobre – 15 dicembre 2026 — finestra per presentare la domanda di adesione, esclusivamente online;
- 28 febbraio 2027 — comunicazione delle somme dovute e del piano rateale;
- 31 marzo 2027 — pagamento in unica soluzione oppure della prima rata.
Rientrano, tra gli altri, i debiti IMU, TARI e le sanzioni affidati ad AdER. Prima di procedere è decisivo verificare se il proprio ente ha aderito e quali carichi sono effettivamente definibili.
Rottamazione o ricorso? Quando conviene davvero aderire
La rottamazione non è sempre la scelta migliore, e questa è la parte che conta di più. Aderire significa riconoscere e pagare il debito. Prima di farlo, va verificato se quel debito esiste davvero:
- se i contributi INPS sono prescritti, il ricorso può azzerarli (approfondisci la prescrizione dei contributi INPS e la sospensione Covid);
- se la notifica è viziata, la cartella può essere annullata (vedi la notifica per irreperibilità ex art. 140 c.p.c.);
- se i carichi sono decaduti, non c’è nulla da pagare.
In questi casi la rottamazione può costare più del dovuto: si pagherebbe un debito che non era dovuto. Per questo lo Studio Tributario Gambino, prima di qualunque adesione, effettua una verifica preventiva della posizione debitoria, per valutare se conviene definire o opporsi. Puoi richiedere una verifica della tua posizione.
Domande frequenti
Quanto si risparmia con la Rottamazione quinquies?
Si pagano solo capitale, interessi (senza mora), aggio e spese: sanzioni e interessi di mora vengono cancellati. Il risparmio dipende dall’entità di sanzioni e interessi sul debito iscritto a ruolo.
Quali cartelle rientrano nella Rottamazione quinquies?
I carichi affidati ad Agenzia delle Entrate-Riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023, compresi quelli già in precedenti rottamazioni o decaduti, esclusi i carichi da condanna della Corte dei conti.
Quando scade la Rottamazione quinquies 2026?
La domanda nazionale si è chiusa il 30 aprile 2026; la prima rata (o unica) era il 31 luglio 2026. Per i tributi locali la finestra è dal 16 ottobre al 15 dicembre 2026, con prima rata entro il 31 marzo 2027.
Conviene sempre aderire alla Rottamazione quinquies?
No. Se il debito è prescritto, se la cartella è viziata o decaduta, il ricorso può annullarlo del tutto: conviene sempre una verifica preventiva prima di aderire.