L’opposizione ai crediti previdenziali richiede un’analisi tecnica rigorosa, specialmente in merito ai termini di prescrizione quinquennale e alle sospensioni eccezionali introdotte durante l’emergenza sanitaria. Una recente sentenza del Tribunale di Catania (n. 9161/2024), ottenuta dal nostro studio legale, chiarisce come calcolare correttamente il termine di 311 giorni di sospensione Covid.
Opposizione all’Esecuzione: Quando il credito INPS è prescritto?
In ambito previdenziale, il diritto alla riscossione dei contributi si prescrive solitamente in 5 anni. Se l’INPS o l’Agente della Riscossione (AdER) notificano un’intimazione di pagamento dopo che questo termine è decorso senza atti interruttivi intermedi, il contribuente può proporre opposizione all’esecuzione ex art. 29 D.Lgs. 46/99.
A differenza dei vizi formali della cartella, questa azione non è soggetta a stretti termini di decadenza e può essere esperita per far valere la prescrizione maturata successivamente alla notifica del titolo originario
Il nodo tecnico: La sospensione Covid di 311 giorni
Un punto cruciale per la difesa del contribuente oggi riguarda il computo della sospensione dei termini di prescrizione e decadenza previsti dai decreti emergenziali.
Secondo l’orientamento confermato dal Tribunale di Catania, il periodo di “fermo” per l’attività di riscossione deve essere quantificato in complessivi 311 giorni. Nello specifico:
Il calcolo preciso applicato dal Giudice è di 129 + 182 giorni.
La sospensione è derivata dalla combinazione dei vari decreti legge intervenuti tra il 2020 e il 2021.
Perché questo dato è fondamentale?
Anche aggiungendo questi 311 giorni al termine ordinario di 5 anni, molti crediti risultano comunque prescritti se l’Ente impositore è rimasto inerte per troppo tempo. Nel caso trattato dal nostro studio, nonostante il beneficio temporale concesso all’INPS, il Tribunale ha dichiarato l’estinzione del credito e l’inefficacia dell’intimazione di pagamento.
La Sentenza del Tribunale di Catania n. 9161/2024
Il Giudice del Lavoro, dott.ssa Carmela Letizia Formaggio, ha accolto le tesi della difesa evidenziando che:
- Natura del titolo: L’avviso di addebito INPS è un atto amministrativo e non un atto giudiziario; pertanto, non trasforma mai la prescrizione da quinquennale in decennale.
- Onere della prova: In assenza di produzione di altri atti interruttivi da parte dell’Ente, la semplice inerzia oltre il termine (comprensivo di sospensione Covid) determina l’annullamento della pretesa.
Hai ricevuto un’intimazione di pagamento per contributi INPS datati?
Se hai ricevuto una cartella o un avviso di addebito per contributi risalenti a oltre 5 anni fa, è possibile che il debito sia estinto per prescrizione, anche tenendo conto della sospensione Covid.
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